COMUNICATO STAMPA 

Desio, 12 luglio 2019 – In merito alle dichiarazioni rilasciate durante il Consiglio Comunale di Seregno del 9 luglio da due Consiglieri Comunali e pubblicate su alcuni social, riteniamo doveroso puntualizzare quanto segue.

Il pozzo di via Macallè era situato all’interno di un’area più vasta in cui sono collocati impianti fondamentali per garantire la fornitura di energia elettrica e gas metano a tutta la città di Seregno: la cabina primaria AT/MT della rete di distribuzione energia elettrica, che assicura la fornitura a tutta la città, e una cabina ReMi della rete di distribuzione gas metano oltre ad  altri manufatti.

Il PGT del dicembre 2013 ha gravato tale area di una serie di vincoli urbanistici, che di fatto rendono impossibile poter ampliare gli impianti esistenti o edificare strutture aziendali se non in due piccole aree poste al limite esterno dell’area. Su una di queste era situato il pozzo in questione. Tale situazione, oltre a determinare un depauperamento del patrimonio aziendale per il quale è stato appostato a bilancio un fondo svalutazione di 750 mila euro, rappresenta una criticità per la continuità dei servizi, precludendo la possibilità di poter ampliare gli impianti esistenti per far fronte a future esigenze di forniture energetiche della Città di Seregno. Per eliminare questi vincoli, RetiPiù dapprima, e precisamente in data 31 marzo 2014, presentava osservazioni al PGT e successivamente, preso atto del loro mancato recepimento, ricorreva avanti al TAR di Milano.

Il pozzo di via Macallè risulta in disuso sin dal novembre 2003, quando l’allora gestore AEB comunicava all’ASL che “l’impianto di denitrificazione a osmosi inversa installato presso il pozzo di via Macallè a Seregno non è più in funzione e pertanto il pozzo Alto Lambro è stato escluso dall’acquedotto cittadino”. Questa situazione di disuso veniva confermata nel 2007, all’atto della presa in carico dell’acquedotto cittadino da parte Brianzacque, e nel dicembre 2013 quando Brianzacque comunicava alla Provincia, Settore Ambiente ed Agricoltura, “……di confermare il disuso del Pozzo Macallè a Seregno cod.- SIF 0152080008 ID Pratica MI018851994…”.

Considerato che il pozzo in disuso era collocato su una delle due porzioni di area non gravate da altri vincoli urbanistici, idonea a realizzare una nuova sede in sostituzione di quella attuale di RetiPiù (per la quale viene pagata attualmente una cospicua locazione e, in ogni caso, non più sufficiente alle esigenze operative aziendali), RetiPiù in data 27 agosto 2014, chiedeva alla Provincia di Monza e Brianza autorizzazione alla “chiusura del pozzo esistente in Seregno via Macallè cod.- SIF 0152080008 ID Pratica MI018851994…”. In data 21 ottobre 2014 la Provincia trasmetteva parere favorevole alla realizzazione dei lavori di chiusura. Lavori che venivano regolarmente eseguiti nel marzo 2015, previa presentazione all’Amministrazione Comunale di Seregno di apposita Segnalazione Certificata di Inizio Attività. La Provincia con propria nota del marzo 2015 e determina dirigenziale n. 1014 del 29/06/2016 prendeva atto della chiusura del pozzo e della relativa concessione.

Per quanto riguarda i rapporti intercorsi con l’Amministrazione Comunale di Seregno, si vuole sottolineare che RetiPiù ha sempre fornito precise e puntuali risposte alle richieste da questa formulate nel tempo, con proprie comunicazioni datate 19 settembre 2016, 20 ottobre 2016 e 31 marzo 2017, ed ha avuto modo di spiegare ai tecnici ed agli assessori comunali in vari incontri le ragioni delle proprie decisioni in un clima di sereno confronto.

Pertanto l’iter seguito da RetiPiù per chiudere il pozzo di via Macallè risulta pienamente legittimo e idoneo a tutelare il patrimonio e gli interessi aziendali, oltre che necessario per eliminare i rischi connessi alla presenza di un pozzo inutilizzato e non gestito.

Si sottolinea che tale chiusura, contrariamente a quanto affermato da alcuni Consiglieri Comunali, non ha comportato alcuna conseguenza in ordine alla capacità di approvvigionamento idrico della Città di Seregno, in quanto il pozzo era in disuso a far data quantomeno dal 2003, e comunque, non utilizzato a tal fine.

Si ribadisce infine che RetiPiù ha sempre operato nel pieno rispetto di tutte le norme vigenti, adottando procedure idonee ad assicurare la massima efficienza e trasparenza in ogni attività e facendo scelte finalizzate unicamente a tutelare il patrimonio aziendale.

RetiPiù si riserva di dare mandato ai propri legali per tutelare la propria immagine nelle competenti sedi giudiziarie.